Cosa succede se bevo vino ossidato?

Immagina di aprire quella bottiglia di vino che hai custodito gelosamente nella tua cantinetta, aspettativa e brama di gusto si mescolano. Ma, invece del bouquet promesso, ti assale un odore aceto. Sì, amico mio, ti trovi di fronte a un vino ossidato. Se ti stai domandando cosa succede se lo bevi, il prima cosa da sapere è che, a meno che non ci siano problemi di salute legati all’ingestione di alimenti deteriorati, non ti farà male. Però, converrai con me che rovinarti il palato con un sapore che più remoto non potrebbe essere da quello desiderato è quasi un delitto verso l’arte enologica.

Perché il vino si ossida e come influisce sul sapore?

Nei miei anni di esplorazioni vinicole ho avuto qualche incontro sfortunato con bottiglie ossidate e ho imparato che l’ossidazione è una reazione chimica del vino con l’ossigeno dell’aria. Un po’ come una mela che tagli e lasci all’aria, cambia colore e sapore. Nel vino, questo fenomeno trasforma i suoi aromi vibranti in qualcosa di più simile all’aceto o alla frutta secca troppo matura.

L’esperienza del gusto: un vino ossidato sul palato

Quando bevi un vino ossidato, la prima cosa che noti è un cambiamento nel colore. Un bianco può prendere tonalità dorate o marrone, mentre un rosso tende al mattone o al marroncino. So bene che l’aspetto visivo può essere ingannevole, ma oh, come prepara l’anima a quello che segue! Il sapore, quello è il vero banco di prova. Ossidata, la bevanda nobile può diventare piatta, priva di quella freschezza o complessità che un vino in forma è capace di offrire. Non è raro trovare note di noci, mele marce o sentirsi sovrastati da un gusto aspro, persino cartaceo. È un’esperienza che, fidati, vuoi evitare.

Sai, una volta, mentre vagavo tra le colline del Chianti, capitò di stappare un Sangiovese che sembrava promettere emozioni indimenticabili. E lo fece, ma non nel modo in cui avrei voluto. Il sapore amarognolo e l’scomparsa di quel fruttato gioioso mi fecero comprendere che non tutto ciò che invecchia migliora come un buon Parmigiano.

Consigli pratici per evitare l’ossidazione

Come evitare quindi di incorrere in questo triste destino? Ecco alcuni suggerimenti basati sull’esperienza:

  • Conservazione corretta: tieni le bottiglie in posizione orizzontale per mantenere il sughero umido, in un ambiente fresco e senza sbalzi di temperatura.
  • Riduci l’esposizione all’aria: se il vino è già aperto, usalo rapidamente o sfrutta un tappo a vuoto per rallentarne l’ossidazione.
  • Attenzione al tappo: un sughero danneggiato è un invito a cena per l’ossigeno. Ispeziona sempre il tappo alla ricerca di segni di deterioramento.

In conclusione

Un vino ossidato non è il biglietto per una serata piacevole. E mentre il tuo corpo lo tollererà senza eccessivi problemi, le tue papille gustative potrebbero non essere altrettanto indulgenti. Perciò, quando apri quella bottiglia tanto attesa, prenditi un momento per osservarla, odorarla e se necessario, anche versare un piccolo assaggio prima di servirti e agli ospiti. Perché nel mondo del vino e del cibo, l’attenzione al dettaglio fa la differenza tra una semplice bevanda e un’esperienza sensoriale completa.

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